Cosa è la clonazione e cosa ha a che fare con la ricerca sulle cellule staminali?

La clonazione, o trasferimento del nucleo somatico (SCNT), è la tecnica che è stata utilizzata per produrre la pecora Dolly, il primo animale generato come esatta copia genetica di un animale adulto.

In questa procedura, il nucleo di una cellula uovo viene rimosso e rimpiazzato dal nucleo estratto da una cellula di un altro individuo adulto. Nel caso della pecora Dolly, il nucleo proveniva da una cellula prelevata dalla ghiandola mammaria di una pecora adulta. Questo nucleo contiene quindi il DNA del donatore.
Dopo l'inserimento nella cellula uovo enucleata, il nucleo della cellula adulta donatrice viene riprogrammato dalla cellula ospite. La cellula uovo così generata viene stimolata artificialmente a dividersi e si comporta in modo del tutto analogo ad un embrione ottenuto tramite la fertilizzazione di una cellula uovo con uno spermatozoo (fertilizzazione in vitro). In seguito alla divisione in coltura, questa singola cellula dà origine ad una blastocisti (embrione precoce costituito da circa 100 cellule) che possiede un DNA quasi del tutto identico a quello del donatore dal quale era stato estratto il nucleo. E' in pratica un clone genetico.

A questo punto la clonazione può procedere seguendo due strade diverse:

Clonazione riproduttiva
Per generare Dolly, la blastocisti clonata è stata trasferita nell'utero di una pecora accettrice, dove si è sviluppata portando alla nascita dell'agnellino più famoso del mondo. Quando il processo di clonazione segue questa procedura, producendo una copia di un animale esistente, si usa comunemente il termine di "clonazione riproduttiva". Questo tipo di clonazione è stato usato con successo per clonare pecore, capre, mucche, topi, gatti, conigli, tori asiatici e cani.
Foto di animali clonati.

Questa tipologia di clonazione non è correlata alla ricerca sulle cellule staminali. In quasi tutti i paesi, la clonazione riproduttiva sugli esseri umani è severamente vietata.

Clonazione terapeutica
Nel caso della clonazione terapeutica, la blastocisti non viene trasferita in un utero accettore. Al contrario, si procede all'isolamento delle cellule staminali embrionali dalla blastocisti clonata. Queste cellule staminali saranno geneticamente identiche all'organismo donatore, fornendo così una nuova prospettiva per studio delle malattie genetiche. Ad esempio, le cellule staminali embrionali potrebbero essere prodotte, utilizzando la metodica del trasferimento nucleare sopra descritto, prelevando la cellula donatrice (da cui si estrarrà il nucleo da impiantare) da un paziente affetto da diabete o Morbo di Alzheimer. Le cellule staminali embrionali così generate potrebbero essere utilizzate per condurre studi in laboratorio allo scopo di individuare le cause dell'insorgenza di tali patologie.

Un'altra possibile applicazione della clonazione terapeutica consiste nel produrre cellule geneticamente identiche a quelle del paziente da trattare. Un paziente trapiantato con tali cellule non andrebbe così incontro ai problemi associati ai fenomeni di rigetto.

Attualmente, non è ancora stata generata alcuna linea di cellule staminali embrionali umane utilizzando la tecnologia della clonazione terapeutica, per cui quanto sopra descritto potrà essere oggetto di scoperte future.

Last updated: 
29 Apr 2008